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Ci sono storie che si raccontano attraverso i libri, altre che sopravvivono negli oggetti, nei gesti, nei profumi. E poi ce ne sono alcune che finiscono dentro un panino caldo, tra una manciata di frittole, una spolverata di pepe nero e l’aroma inconfondibile del bergamotto.
È successo nel penultimo sabato di ottobre 2026, quando Luca Pappagallo, noto chef e volto televisivo, al termine del laboratorio gastronomico tenuto a Bergarè, ha varcato le porte del Museo Nazionale del Bergamotto di Reggio Calabria. A convincerlo è stata la prof.ssa Angela Fiorentino, cerimoniera della Confraternita della Frittola Reggina 2019, che ha saputo trasformare un invito in un’occasione d’incontro tra due patrimoni della cultura gastronomica calabrese.
Ad accoglierlo, insieme ai soci del Polo del Bergamotto, la direttrice Karine Marguerite Thierry e il fondatore del Museo, prof. Vittorio Caminiti, che ha accompagnato personalmente lo chef in un viaggio attraverso i secoli.
Tra antichi strumenti di lavorazione, macchine per l’estrazione dell’olio essenziale e testimonianze di un sapere tramandato di generazione in generazione, Pappagallo ha scoperto una storia che da Reggio Calabria ha raggiunto le grandi capitali della profumeria mondiale. Una storia fatta di mani, di ingegno, di pazienza. E di un agrume straordinario, capace di lasciare la propria impronta olfattiva in alcune delle più celebri fragranze del mondo.

Ma la visita riservava anche una sorpresa decisamente più terrena.
La Confraternita della Frittola Reggina 2019 ha raccontato allo chef uno dei riti gastronomici più antichi e popolari della città: quello della “frittola”, figlia di una cucina che non sprecava nulla e sapeva trasformare ogni ingrediente in una festa collettiva.
Per l’occasione, la direttrice Thierry ha predisposto una piccola “caddhàra”, richiamando l’atmosfera delle preparazioni tradizionali. Pane caldo, frittole, pepe nero e una fresca insalata di agrumi al bergamotto: pochi ingredienti, ciascuno con una storia da raccontare.
È stato lo stesso Pappagallo a comporre e assaggiare, per la prima volta, il tradizionale panino con le frittole, arricchito dall’insalata di agrumi. Un incontro tra la generosità della cucina popolare reggina e le note aromatiche del suo frutto più celebre. Il bergamotto, abituato da secoli a frequentare le raffinate atmosfere della profumeria internazionale, si è ritrovato così tra le mani di uno chef, a dialogare con uno dei sapori più schietti della propria terra.

L’esperienza ha suscitato la curiosità di Pappagallo, che ha espresso il desiderio di tornare al “MuBer” per approfondire le possibilità d’impiego del Bergamotto di Reggio Calabria nella cucina e nella pasticceria.
La giornata si è conclusa lasciando qualcosa di più del ricordo di una visita illustre. Ha mostrato come la memoria di un territorio possa continuare a vivere attraverso la curiosità, l’incontro e la riscoperta dei suoi sapori.
Perché il Museo Nazionale del Bergamotto custodisce strumenti, documenti e testimonianze di un passato prezioso, ma soprattutto conserva le storie delle persone che quel passato hanno costruito. E qualche volta, per raccontarle, basta il profumo di un agrume e un panino ancora caldo.

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