Dal Giappone a Reggio Calabria: un viaggio per conoscere il Bergamotto. Nei giorni scorsi una delegazione giapponese, accompagnata dalla signora Kyoko Matsuyama, ha raggiunto Reggio Calabria per vivere un’esperienza di conoscenza e approfondimento dedicata al bergamotto. Non si trattava di turisti di passaggio, né di visitatori capitati casualmente davanti all’ingresso del Museo. Erano persone che avevano scelto il Museo Nazionale del Bergamotto come meta del proprio viaggio. Volevano conoscere la storia dell’agrume, studiarne le caratteristiche, osservare gli antichi procedimenti di estrazione dell’olio essenziale e comprendere il ruolo che questa preziosa materia prima continua a svolgere nella profumeria internazionale.
Grazie all’impegno volontario dei soci delle Confraternite afferenti al Polo del Bergamotto di Reggio Calabria, sono stati organizzati laboratori dimostrativi dedicati agli antichi sistemi di estrazione dell’essenza e all’approccio alla creazione dei profumi. Gli ospiti hanno potuto osservare strumenti e tecniche del passato, comprendere l’evoluzione dei processi produttivi e sperimentare il valore olfattivo del bergamotto nella composizione di una fragranza. Non una semplice visita guidata, dunque, ma un’esperienza culturale, scientifica e sensoriale costruita intorno a un interesse specifico e consapevole.
Uno degli aspetti più suggestivi dell’incontro è stato il comportamento degli ospiti giapponesi. La loro attenzione, la delicatezza dei gesti, il rispetto quasi rituale nell’avvicinarsi agli strumenti, alle essenze e alle spiegazioni hanno conferito all’esperienza un significato cheandava ben oltre una normale attività museale. Movimenti misurati, raffinati, quasi impalpabili. Gesti che ricordavano la leggerezza e la volatilità del profumo del bergamotto. Il Giappone custodisce una tradizione antichissima, il kodo, la “via della fragranza”, un’arte nella quale il profumo non viene semplicemente annusato, ma simbolicamente “ascoltato”, interpretato e contemplato. Una sensibilità culturale che attribuisce alle fragranze una dimensione estetica, emotiva e spirituale.
A Reggio Calabria non esiste ancora una tradizione codificata paragonabile al kodo giapponese. Eppure, proprio dalla nostra città proviene una delle materie prime che hanno segnato profondamente la storia della profumeria. Non è un caso che, durante la manifestazione “Essentia”, l’associazione BergaModels Fashion Academy abbia avanzato la proposta di riconoscere Reggio Calabria come Capitale degli Oli Essenziali di Agrumi, immaginando un percorso culturale capace di attribuire alle nostre essenze anche una dimensione educativa, artistica e sensoriale. L’incontro con la delegazione giapponese ha dimostrato quanto questa prospettiva meriti attenzione. Da una parte una cultura che ha elevato l’apprezzamento delle fragranze a forma d’arte; dall’altra una terra che produce un’essenza capace di raggiungere e affascinare il mondo. Due culture lontanissime, unite da qualcosa che non si vede, ma che si percepisce profondamente: il profumo.
La visita della delegazione giapponese offre anche un’importante occasione di riflessione sul futuro turistico di Reggio. Un museo capace di motivare un viaggio internazionale rappresenta una risorsa territoriale di valore. Non si limita a intercettare flussi turistici già esistenti, ma contribuisce a generarne di nuovi. Richiama persone interessate alla storia, alla ricerca, alla profumeria, alla cultura materiale, alle tecniche produttive e alle tradizioni che hanno assunto una dimensione mondiale. Sono visitatori che desiderano comprendere, approfondire, confrontarsi, partecipare. E soprattutto sono visitatori che possono diventare ambasciatori della destinazione, raccontando nei propri Paesi l’esperienza vissuta e stimolando altri a intraprendere lo stesso viaggio. Questa è la vera forza del Museo Nazionale del Bergamotto: trasformare una conoscenza in un desiderio di viaggio e un’esperienza di viaggio in una relazione culturale duratura. Un patrimonio che merita di essere considerato non soltanto per il numero delle presenze, ma per la qualità delle motivazioni che conduconoi visitatori a Reggio. Dietro questa capacità di accoglienza e divulgazione c’è l’impegno di una comunità di persone che opera per passione e senso di appartenenza, insegnanti, ex forze dell’ordine, medici, avvocati, casalinghe, chimici, scrittori… tutti, o quasi, in quiescenza, un esercito di centinaia di associati, al servizio del turista. I soci delle associazioni afferenti al Polo del Bergamotto non sono semplicemente collaboratori occasionali: sono custodi e narratori di una storia che appartiene alla città e, attraverso il profumo, al mondo intero.
Il coordinamento dell’incontro con la delegazione giapponese è stato curato dal prof. Vittorio Caminiti, coordinatore del Polo del Bergamotto, con il prezioso e altamente professionale contributo della direttrice del Museo Nazionale del Bergamotto, Karine Marguerite Thierry. L’impegno dei soci delle Confraternite ha reso possibile un percorso nel quale ogni partecipante ha contribuito a raccontare un aspetto dell’universo del bergamotto: la storia, la coltivazione, gli antichi strumenti, l’estrazione dell’essenza, la profumeria e gli impieghi contemporanei. Un lavoro corale, sostenuto esclusivamente dal desiderio di promuovere la conoscenza e la cultura del Bergamotto di Reggio Calabria.
Al termine della visita, gli ospiti giapponesi hanno manifestato il desiderio di mantenere rapporti continuativi con il Museo e con il Polo del Bergamotto, prospettando il ritorno di altri gruppi interessati a vivere analoghe esperienze. È forse questo il risultato più significativo dell’iniziativa.
— P. G.
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