CATALONIA, GIRONA, SALT – Grazie a Robert Fàbregas e a Daniela Colafranceschi per la “especial oportunitat” data al Bergamotto di Reggio Calabria con l’avvio della manifestazione: “Museo degli agrumi d’Italia e in particolare del Bergamotto” che, secondo l’opinione di qualche autorità, potrà dare il via a un Museo Europeo che li rappresenti.
Il Bergamotto di Reggio Calabria ha conquistato il cuore degli Spagnoli, ed ha infatti ottenuto un posto d’onore alla speciale iniziativa culturale che, attraverso una importante esposizione di oggetti, foto e documenti, propone al visitatore la storia e la cultura degli agrumi italiani, il tutto visto sotto l’aspetto economico, culturale e antropologico.
Lo spunto è dato da un viaggio meraviglioso narrato dalla scrittrice inglese Helena Artlee nel suo libro “Il paese dove crescono i limoni”, che racconta l’Italia attraverso i giardini di agrumi, da Nord a Sud.
L’iniziativa è stata voluta e curata dal direttore Robert Fàbregas e dalla Prof.ssa Daniela Colafranceschi e ha visto relatori un’eccellenza nel suo settore, il dott. Paolo Galeotti, del Dipartimento di Botanica e dell’Archivio di Stato di Firenze e, per il Polo del Bergamotto di Reggio Calabria il Prof. Vittorio Caminiti, figura tra le più competenti in materia di Bergamotto, per la sua conoscenza trasversale dell’agrume più blasonato al mondo.
L’ideatore della manifestazione è Robert Fàbregas, Direttore Generale del “Centro Les Bernardes”, di Girona-Salt Spagna e a seguire, come supervisore per l’esposizione, è Daniela Colafranceschi, amante del Sud, della Calabria in particolare, ammaliata da sempre dal Bergamotto di Reggio Calabria e dalla sua storia, professore ordinario in Architettura del Paesaggio (ICAR 15) presso la Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi ‘Mediterranea’ di Reggio Calabria, dove svolge attività didattica e di ricerca dal 1991.
Per capire meglio l’entità e la collocazione dell’evento, iniziamo con il parlare del centro culturale “Les Bernardes”, che riapre dopo tre mesi di lavori di ristrutturazione, proprio onorando gli agrumi ed in particolare il Bergamotto di Reggio Calabria. Il centro, un monumentale convento, ora adibito a Museo e Centro Culturale, riapre dopo che ha visto impegnati ingenti investimenti per modernizzare la struttura.
Il centro di Girona -Salt ha accolto la “Paisatges de melodie e profumi”, un approfondimento sulla storia d’italia attraverso gli agrumi, tutto questo grazie al famoso libro di Helena Artlee “Il paese dove crescono i limoni”, in cui descrive le storie degli agrumi in Italia, un paese dove queste piante occupano un posto speciale nell’immaginario nazionale. Gli agrumi e i loro frutti, hanno anche riempito le pagine della storia sociale e politica italiana. Gli agrumi dalle forme più stravaganti, sono stati da sempre anche oggetto di culto e di meticolose e maniacali collezioni a cura delle famiglie più potenti del Rinascimento, prima fra tutte quella dei Medici.
Il visitatore che entra all’interno de “Les Bernardes” trova subito una fedele riproduzione di un angolo del Museo del Bergamotto di Reggio Calabria, che è di forte impatto, con foto storiche della vita di coloro che lavoravano nel passato il noto agrume, accessori e attrezzi utilizzati nel passato per la lavorazione del bergamotto. Subito dopo si viene catapultati in un grande salone, suggestivo e misterioso, è l’interno di una chiesa dismessa, la cui abside funge da palcoscenico e l’impatto è forte. Alle pareti, invece di quadri d’arte sacra, fanno bella mostra di sé con tutti i loro colori, i famosi dipinti, di natura morta con agrumi del 1715 di Bartolomeo Bimbi 1648/1729.
Una meravigliosa tavola, troneggia al centro della sala, imbandita di tutto punto, con sopra agrumi di ogni specie, fatti arrivare da tutta l’Italia.
Con questa mostra, partono una serie di iniziative tematiche, della durata di un anno; questa degli agrumi, avrà una durata di due mesi ma, visto l’interesse suscitato, si parla di prolungarla a tre mesi. Il direttore di” Les Bernardes”, Robert Fabregas sottolinea che il tutto ha un notevole costo, ed è stato interamente finanziato da”Diputació de Girona”. Questo finanziamento gli ha permesso di far curare e organizzare gli spazi “offrendo un’immagine più moderna della struttura.
Appena si entra nell’esposizione, si viene accolti da un profumo avvolgente di agrumi e da un racconto che attraversa cinque secoli di storia: quello della dinastia dei Medici e della loro sorprendente passione per queste piante straordinarie. È nel Cinquecento, sotto il granduca Cosimo I de’ Medici, che inizia una vera e propria collezione di agrumi destinata a crescere con i suoi discendenti, fino all’ultimo respiro della dinastia con Anna Maria Luisa, nel 1743.
Helena Attlee, con il suo affascinante saggio “Il paese dove crescono i limoni”, ricostruisce questo legame con eleganza e rigore, tracciando una mappa sentimentale e botanica dei giardini medicei. Piante rare, esotiche, profumate: protagoniste di un culto raffinato che unisce Cosimo I, Francesco I e Ferdinando I, fino a culminare in una vera citromania con i cardinali Giovan Carlo, Leopoldo e il granduca Cosimo III. Una storia punteggiata da personaggi come il pittore Bartolomeo Bimbi, autore di magnifiche nature morte a tema agrumario.
La mostra offre un viaggio attraverso varietà spesso sconosciute, nomi antichi che oggi suonano come incantesimi: il pomelo, il limone cedrato, le lumie, l’arancio amaro, e soprattutto lei, la mitica Bizzarria, una chimera vegetale nata proprio a Firenze nel Seicento, sotto lo sguardo attento di Ferdinando II.
A raccontare queste meraviglie con passione è stato il dottor Paolo Galeotti, figura centrale nella riscoperta degli agrumi storici italiani ed europei. Sin dagli anni Settanta, Galeotti ha condotto un lavoro rigoroso e affascinante tra archivi, trattati botanici e giardini dimenticati. Oggi collabora con il Dipartimento di Botanica e l’Archivio di Stato di Firenze, dove studia le fonti dal Quattrocento all’Ottocento per ricostruire la storia viva delle piante.
Con meticolosità da detective e il fiuto del narratore, Galeotti ha riclassificato oltre cento varietà antiche di agrumi, riportando ordine nella confusa nomenclatura storica. «Pur non essendo un tassonomo», ha dichiarato con modestia, «ho riorganizzato la classificazione degli agrumi antichi per restituire loro un’identità precisa». Il pubblico è rimasto incantato mentre spiegava che tutti gli agrumi fanno parte del genere Citrus, da cui derivano tre specie originarie: il pomelo (Citrus grandis), il cedro (Citrus medica) e il mandarino (Citrus reticulata), da cui derivano per ibridazione naturale molte varietà oggi conosciute.
Nel panorama agrumario mediceo emergono varietà rare come l’arancio amaro (Citrus aurantium), il cedrato di Firenze (Citrus limonimedica “Fiorenza”), il limoncello di Napoli (Citrus aurantifolia “Neapolitanum”), il pomo di Adamo (Citrus lumia “Pomum Adami”) e la sopracitata Bizzarria (Citrus aurantium “Bizzaria”).
Quest’ultima, considerata perduta da un secolo e mezzo, è stata miracolosamente ritrovata da Galeotti nel 1980, alle porte di Firenze. Tutto è cominciato con un rametto anomalo, dalle foglioline diverse: da lì, grazie a un innesto, tre anni dopo nacque un nuovo albero che diede i suoi primi, straordinari frutti. La conferma definitiva: era davvero lei. Una chimera botanica, geneticamente arancio amaro ma con tratti morfologici che rivelano la presenza del limone e del cedro. La sua buccia bitorzoluta, i colori cangianti tra verde, giallo e arancio intenso, raccontano l’incredibile mescolanza di tre identità. Scoperta nel 1644 a Villa degli Agli, la Bizzarria è oggi finalmente tornata anche sul mercato, libera da brevetti, pronta a stupire ancora.
Tra gli agrumi che hanno più incuriosito il pubblico, spicca anche il Bergamotto di Reggio Calabria, rappresentato da una delle realtà più dinamiche del settore: il Polo del Bergamotto. Questa aggregazione, che riunisce l’Accademia Internazionale del Bergamotto, il Museo Nazionale del Bergamotto, la Confraternita del Bergamotto e del Cibo Reggino e la BergaModel Fashion Academy, promuove il prezioso agrume in ogni sua declinazione: gastronomia, salute, cosmesi, moda.
In questo dialogo tra passato e futuro, arte e scienza, botanica e cultura, gli agrumi si rivelano per quello che sono sempre stati: più che frutti, messaggeri di bellezza e meraviglia.
Il riscatto del Bergamotto: da Reggio Calabria al cuore d’Europa
Grazie a decenni di impegno e visione, il più misterioso e nobile tra gli agrumi calabresi si afferma come icona di gusto, salute e identità culturale.
Il professor Vittorio Caminiti, anima e mente dell’Accademia Internazionale del Bergamotto, lo ha detto con forza e passione: «Il Bergamotto di Reggio Calabria sta finalmente vivendo il suo tempo». Dopo anni in cui l’industria chimica e gli aromi di sintesi sembravano aver messo in ombra la sua unicità, questo frutto profumatissimo, più amarognolo che aspro, è tornato a imporsi con forza nel panorama gastronomico e sensoriale internazionale.
Il Bergamotto non è solo un frutto: è un ingrediente capace di trasformare ogni piatto in esperienza. In cucina è sorprendente: esalta le verdure, impreziosisce la carne, sublima i piatti di pesce. Si fa infuso, liquore, dolcezza profumata nei dessert più raffinati. E poi, naturalmente, c’è il suo regno per eccellenza: la profumeria. Non è un caso che la nota agrumata dello Chanel N.5, il profumo più iconico del Novecento, sia proprio il Bergamotto di Reggio.
Secondo Caminiti, il Bergamotto è anche un superfrutto nutrizionale, con proprietà benefiche che mettono in ombra molti altri agrumi. Ed è grazie al lungo e instancabile lavoro dell’Accademia del Bergamotto — oltre trent’anni di ricerche, eventi, missioni culturali — che oggi il mondo sta finalmente riscoprendo le virtù, il gusto e la storia di questo oro verde reggino.
Nel corso del convegno, il presidente del Polo del Bergamotto ha ripercorso i molteplici volti di questo agrume straordinario: dalla tradizione gastronomica calabrese alla cosmesi, dalla medicina naturale all’alta profumeria. Ha raccontato una storia di radici profonde, ma anche di apertura verso nuovi orizzonti. Come quello europeo.
Proprio in quest’ottica si è aperto un dialogo promettente con il Centro Les Bernardes e il suo Direttore Generale Robert Fàbregas, grazie anche alla professoressa Daniela Colafranceschi. Un’alleanza culturale tra Reggio Calabria e la Catalogna, terra che da sempre difende con orgoglio le proprie eccellenze. Una sinergia che potrebbe aprire nuove strade al Bergamotto in Europa, proiettandolo in una dimensione ancora più internazionale.
In fondo, l’esempio spagnolo può insegnarci qualcosa: saper custodire e promuovere con fierezza ciò che ci rende unici. Il Bergamotto ha tutte le carte in regola per diventare ambasciatore di una Calabria orgogliosa, creativa e consapevole del proprio valore. Sta a noi continuare a raccontarlo, proteggerlo e offrirlo al mondo nella sua forma migliore.
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